Cari Michela e Achraf sono orgoglioso del vostro amore, siete il futuro che cambia

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Quello che abbiamo appena celebrato è il matrimonio, io preferisco chiamarlo progetto di vita, fra Achraf nato in Marocco e Michela nata a Brescia, mia nipote.

Sono orgoglioso di voi e del vostro coraggio. Voi avete scelto di essere il futuro che cambia, che supera l’ignoranza e le incomprensioni.
Quello che ammiro in voi è che siete consapevoli che le vostre differenti origini di nascita non vi agevoleranno.

La vostra è una sfida a modelli sociali diversi per abitudini, tradizioni, religioni che per fortuna sono sempre meno motivo di distanza. Nonostante le tante brutte notizie dei telegiornali voi con la vostra scelta ci state dicendo che un’altra strada è possibile.
Voi con questa vostra determinazione siete anticipatori di un nuovo modello di società che - basandosi più sull’amore che sulla storia dei popoli - sta costruendo un nuovo popolo, un'unica grande nazione in grado di sconfiggere le tentazioni mai sopite dei conflitti.

La nostra città è stata spesso laboratorio di innovazioni e anche in questo - non senza fatica – stiamo costruendo nuovi luoghi di pace, di integrazione. Oltre 40.000 stranieri vivono e lavorano regolarmente in città e oltre il 26% dei matrimoni è fra coniugi di differente nazionalità. Siamo la città in Italia con il più alto rapporto fra nativi e stranieri.

Voi avete scelto il modo più efficace e convincente di testimoniare che nessuna differenza può frenare la volontà di volersi bene. I vostri figli saranno di quarta generazione, cittadini nuovi, d’una nuova società, non più solo italiana, non più solo marocchina, una società mediterranea capace di unire attraverso il mare le migliori speranze di vita.

Una società civile tutela e favorisce le legittime aspirazioni dei singoli, tuttavia quando due persone decidono di progettare la loro vita insieme costituiscono una famiglia alla cui base sta la capacità di prendersi cura l’uno dell’altro, ma allo stesso tempo una unione d’intenti che obbliga a prendersi cura degli altri, di coloro che vivono accanto a noi.

Da progetti di vita come il vostro le nostre scuole, i nostri ospedali, le nostre università, i nostri luoghi di lavoro diventeranno sempre più delle eccellenze. Una città fatta di tanti di questi progetti è sicuramente migliore e in grado di migliorarsi sempre più. Non a caso il nostro stare insieme prima che Brescia si chiama “Comune di”.

Non a caso oggi siete qui con il vostro progetto, scelto liberamente, e altrettanto liberamente siete consapevoli che la vostra felicità dipenderà non solo da voi ma anche da quanto voi saprete dare agli altri. Dal vostro vivere quotidiano i nostri concittadini potranno trarre spunti per migliorare e voi potrete da questo migliorare ulteriormente. Se tutto questo accadrà noi con voi oltre che abitare in un “Comune” diventeremo “Comunità”. Un vivere “insieme”, solidale, dove nessuno viene discriminato ne lasciato indietro a prescindere dal colore della pelle o dal credo religioso.

Nel porgervi le congratulazioni a nome dell’Amministrazione comunale voglio donarvi un piccolo segno, semplice, che ha lo scopo di ricordarvi nel tempo che dal vostro matrimonio la Comunità si aspetta molto, ci attendiamo che voi la rendiate più ricca di valori umani, di bellezza, in una parola piena di felicità.

Gianluigi Fondra, assessore all’ambiente del Comune di Brescia

Palazzo Loggia, sala dei Giudici, 12 settembre 2014

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