Fra allarmismo e minimizzazioni confrontiamoci su come fare informazione sulle criticità ambientali

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Mi capita di postare alcune riflessioni che faccio durante la lettura quotidiana della stampa. Ovviamente la parole di ricerca sono di volta in volta PCB, Cromo, PM10, ecc. Capita così di costruire un campionario di titoli che, visto complessivamente, mi ha indotto a postare il Primo Maggio il testo che riporto sotto.
Lo spunto me lo ha dato il decalogo di Peter Kann, premio pulizer 1972, capace di sintesi, semplicità e profondità di concetti straordinaria.

Ne è nato un interessante scambio di opinioni con alcuni giornalisti che si sono sentiti chiamati in causa e che alla

fine hanno condiviso la mia proposta di organizzare un convegno sul tema "informazione e ambiente".
Ci lavorerò prossimamente, perché potrebbe essere una occasione di stringere la messa a fuoco sulle tematiche ambientali a partire dall'impostazione del convegno “Crescere tra le righe” giunta nel maggio 2013 all'ottava edizione e dove appunto Peter Kann con il suo intervento «Il giornalismo di qualità: Dieci regole per riconoscerlo» offrì una riflessione autorevole e assolutamente attuale su come riconoscere il buon giornalismo. Secondo il vincitore del premio Pulizer, il giornalismo “deve educare non intrattenere”.
Io dico a maggior ragione per le questioni ambientali nella loro completezza e non solo nelle loro criticità.

Non mi interessa stilare la pagella sulla stampa locale, non ne ho l'autorità. Mi interessa però capire da Assessore all'Ambiente come io posso contribuire ad una informazione efficace che non crei allarmismi ne minimizzi le criticità in una visione del l'Ambiente che personalmente chiamo Creato... Creato inteso come dono ricevuto in prestito e da restituire migliore a chi verrà dopo di me.

Ecco il mio post e i commenti che ho traslato in ordine di apparizione sul mio profilo di FB:

Leggendo i giornali locali sui problemi ambientali della città spesso mi vien da pensare ad uno dei punti del decalogo del buon giornalista di Peter Kann (pulizer ‘72):
«Per la sua natura intrinseca, il giornalismo in genere tende a concentrarsi più sui problemi che sulle soluzioni, sulle brutte notizie invece che su quelle buone. Tuttavia se la maggior parte delle notizie parla di morte e distruzione, di omicidi e caos e ci fa vedere tutto nero allora stiamo ricevendo un quadro deformato della realtà. Perché quando tutto ci viene illustrato come una crisi dopo l’altra si finisce per non prendere niente sul serio e questo è un vero problema».

Commenti   

 
#40 Natalia Danesi 2014-05-06 22:35
Flavio Pasotti bellissimo intervento ma è cromo, non cloro
 
 
#39 Flavio Pasotti 2014-05-06 22:34
vi introduco un elemento di riflessione aggiuntivo, che come tale può' essere anche fuorviante: dieci anni fa' il problema cloro non si sarebbe posto: a) perché' posso testimoniare direttamente che vi fosse una bassa attenzione al devastante problema ambientale (bassa attenzione anche da parte dei giornali locali che inseguivano la politica sul problema immigrati) b) perché gli "enti preposti" erano più' credibili c) perché' nella società' c'era meno paura del futuro, oggi innescata dalla crisi economica. La questione cloro nasce non perché' la stampa ha più' o meno correttamente riportato in cronaca e commenti in modo più' o meno preciso ma perche' esiste una crisi profonda della politica e della credibilita' delle istituzioni collettive. per intenderci: A2A e' vista come un qualcosa che non si occupa di bene pubblico ma di affari propri esattamente come la politica. Gli stessi giornali hanno dato la sensazione di arrivarci in grande ritardo rispetto alla attenzione che era nata tra molti cittadini e questo ritardo e' stato visto come una sorta di connivenza con la politica parzialmente emendato con la forza dei titoli. Io sono perfettamente d'accordo con Barboglio e aggiungo che il tifo e' sopportabile tra i tifosi delle rispettive squadre ma e' distruttivo quando traspare dalla penna del giornalista: distruttivo per la credibilità' degli attori e per il discredito sulla materia in discussione che nasce tra i lettori più' che per il giornale stesso.
 
 
#38 Eugenio Barboglio 2014-05-06 22:33
No, no autoreferenzial i no. Ma come la vede il lettore? Boh
 
 
#37 Natalia Danesi 2014-05-06 22:33
Eugenio Barboglio io la penso come te. Ma il punto è: come la vede il lettore? È vero che il giornalismo ha anche un obiettivo culturale, ma non possiamo essere autoreferenzial i. La comunicazione va adeguata.
 
 
#36 Eugenio Barboglio 2014-05-06 22:32
Educare nel senso di aiutare a capire? Innegabilmente, certo è un obiettivo. Lo si è fatto nel caso del cromo piuttosto che del pcb? Lo hanno fatto i giornali bresciani? Non lo so, perchè non me ne sono occupato direttamente e non mi sento di dare giudizi. Ma so che chi se ne è occupato era per l'amministrazio ne e per gli altri attori della partita un interlocutore serio. Ci sono stati eccessi di allarmismo? Può darsi. Va detto però che l'informazione che riguarda l'ambiente è scientifica ma anche politica. I giornali si trovano a trattare dati, ma anche a trattare con chi i dati li fornisce (e non li fornisce, li minimizza, al limite li nasconde - parlo in astratto ovviamente) e con chi è titolare delle politiche sull'ambiente (sempre in astratto) e con chi i danni ambientali li ha provocati ecc. E talvolta l'interesse di questi soggetti non è la trasparenza più totale (e non alludo a cattive intenzioni anche solo a logiche diverse) mentre il mondo dell'informazio ne vive di trasparenza. Allora dico che prima ancora di far capire, un giornale deve controllare il potere - sì vale anche per i giornali locali: nel loro piccolo, resta questa la funzione principale. E rapportarsi con chi il potere lo ha - anche solo temporaneamente - le assicuro non è facile (e non sto parlando di nessuno in particolare, sia chiaro). Se nell'intento di controllare, si scivola nell'allarmismo o si commettono grossolanità, anche errori in buona fede... bè, mi pare il male minore.
 
 
#35 ggfondra 2014-05-06 22:31
Per Barboglio: Mi interesserebbe anche la sua opinione nel merito. La riflessione fatta dal mio primo post è specificatament e rivolta alle questioni ambientali, anche se poi è declinabile ad altre tematiche.
Contestualizzato sulle tematiche ambientali continuo a citare Peter Kann quando dice che «il giornalismo deve educare non intrattenere».
Ho citato un titolo rappresentativo di uno stile semantico per spiegare meglio quanto vado argomentando da tempo (si veda «Educare e informare» in questo blog) ... potrei citarne altri, anche del suo giornale, ma non ne trovo l'utilità. Non sono interessato a stilare una pagella sui giornalisti, non ne ho l'autorità. Preferisco il confronto aperto per svolgere al meglio il mio compito di Assessore all'Ambiente.
 
 
#34 Luca Degl Innocenti 2014-05-06 22:30
Per la verità uno lo ha citato senza nominarlo. Detto questo io sono per le differenze e non le uguaglianze
 
 
#33 Eugenio Barboglio 2014-05-06 22:30
Per Luca: certo che ci sono differenze ma mi interessava dare seguito al tema posto da Fondra. Per me come per te penso sia per lo meno inelegante mettersi a citare le testate. Ognuno avrà le sue preferenze, ma credo che la tendenza che ho sottolineato sia chi più chi meno trasversale. Può darsi che sbagli. Ma l'analisi di Fondra per prima ragionava su un tema generale e espressamente aveva evitato di citare giornali e giornalisti.
 
 
#32 Luca Degl Innocenti 2014-05-06 22:28
Generalizzare, Eugenio, è grave errore

Eugenio Barboglio: Generalizzare cosa?

Luca Degl'Innocenti: Sui giornali locali che son tutti uguali
 
 
#31 Nuri Fatolahzadeh 2014-05-04 14:12
Bè non che il problema ambientale non esista a Brescia o che sia risolto, su...
 

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