Acqua, metodo che ridà fiducia

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Il direttore del dorso bresciano del Corriere della Sera mi ha autorizzato a pubblicare un suo articolo di fondo del 23 marzo scorso. Fa piacere che si riconosca che l'istituzione dell'Osservatorio Acqua Bene Comune rappresenti indice i sensibilità politica. Fra una settimana ci si riunirà di nuovo e sul tavolo vi saranno importanti novità in vista di ulteriori passi avanti.

 

LA LEZIONE DEL CASO-CROMO
di Massimo Tedeschi

A giudicare dall’andamento sussultorio del termometro Sentimeter, ieri Brescia ha avuto un soprassalto di buonumore. Il sistema elaborato dall’Università di Milano che misura la felicità degli abitanti di una provincia sulla base dei contenuti dei tweet scambiati ha fatto registrare un’impennata che ha proiettato la Leonessa dalle sconfortanti posizioni di fondo classifica in cui galleggia da qualche tempo ad una fascia d’alta quota.

Si sa che i 140 caratteri affidati ad un tweet raramente affrontano i massimi sistemi, e dunque è possibile che il primaverile sobbalzo bresciano di felicità sia dovuto a privatissime vicende: amori che sbocciano, lavori che si schiudono, feste da condividere.

A guardare all’agenda pubblica, in effetti il quadro rimane quello problematico che conosciamo e raccontiamo da mesi: deboli segnali di risveglio in economia, ambiente in condizioni critiche, progetti che non decollano, grandi opere che generano stress per i disagi che provocano e le ombre di illegalità che rivelano. Se a questi aggiungiamo le opportunità di lavoro e la circolazione di ricchezza che si bruciano con l’addio a Exa, il quadro è completo.

Eppure la cronaca ha offerto venerdì una buona notizia ed è bello immaginare che almeno un po’ della positività che circolava ieri sul web bresciano ne sia figlia. La buona notizia è che il concorso fra mobilitazione dei cittadini, volontà politica della Loggia. Capacità tecnica messa in campo da A2A, ha individuato una possibile soluzione al problema del cromo esavalente che esce con l’acqua dai rubinetti bresciani.

Acqua, lo ripetiamo ancora una volta, che è assolutamente potabile per le norme italiane, ma che sarebbe fuorilegge con norme più caute e restrittive. Ora che il ricorso a una chimica «buona» ha indicato il percorso per azzerare la scomoda presenza di cromo, almeno tre riflessioni vanno fatte.

La prima che pubblicare i dati sulle condizioni dell’acqua che beviamo non è allarmismo, ma opera doverosa di informazione e trasparenza;

La seconda che far effettuare analisi private al rubinetto di casa come hanno fatto tante famiglie bresciane non è indice di sfiducia verso le istituzioni sanitarie, ma termometro di una sensibilità che merita di essere presa in seria considerazione;

Infine che istituire un osservatorio dell’acqua aperto non solo agli specialisti ma anche ai portatori di interesse (genitori) come ha fatto la Loggia non è populismo ma indice di sensibilità politica.

L’esito promettente del caso-cromo torna a proporre di Brescia un profilo esemplare, civile, progressivo. La vicenda peraltro ricorda a tutti che i grandi temi della qualità dell’ambiente non sono affare di gruppuscoli arrabbiati, ma una coscienza diffusa che ha al centro la salute dei nostri figli e le condizioni del creato che lasceremo loro in eredità. Da esse dipendono interessi collettivi enormi e diffusi che vanno dalla salute pubblica ai costi del welfare, dai valori immobiliari al destino demografico della città. La vicenda indica anche i passi di un metodo esemplare: partire dai dati condivisi, farsi carico delle sensibilità dei cittadini, cercare soluzioni tecniche.

Immaginare che da lì nasca un sussulto di felicità dei bresciani è forse esagerato. Ma un motivo in più di fiducia e di ottimismo, quello si, adesso l’abbiamo.

Corriere della Sera – Brescia – Domenica 23 marzo
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Commenti   

 
#1 Stefano 2014-04-25 20:50
La prima che pubblicare i dati sulle condizioni dell’acqua che beviamo non è allarmismo, ma opera doverosa di informazione e trasparenza... ma allora il sito di controinformazi one bresciapoint.it ha fatto un buon lavoro!
 

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