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Dicono verde... scrivono cemento. |
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Campagna di comunicazione sul Piano di Governo del Territorio in città
Dal 26 ottobre al 3 dicembre 2011, il Partito Democratico tappezzerà la città con manifesti con lo slogan "Dicono verde... scrivono cemento". I democratici proseguono gli incontri con i cittadini: «La Giunta non ha coinvolto la gente, lo facciamo noi» Da San Bartolomeo al Prealpino, da Mompiano a Costalunga, da Casazza a Borgo Trento, un percorso inedito che ha incontrato interesse come non mai «anche perché mai si erano fatte cose così brutte dal punto di vista della pianificazione », confessa Emilio Del Bono in una conferenza stampa accompagnato oltre che dai consiglieri comunali, da Gianlugi Fondra ideatore dei manifesti e responsabile della campagna di comunicazione sociale. Oltre allo slogan che mette in risalto il problema del consumo di territorio agricolo, la sintesi dei manifesti si declina in una serie di cifre: «I 140 ettari di terreno agricolo coltivato in meno, 6000 nuovi appartamenti che si sommano ai più di 5.000 invenduti, 5 mega-centri commerciali e 1,6 milioni di mq. di edificato complessivo». In questi dati il Pd condensa l’allarme che lancia ai cittadini «i quali non sono stati coinvolti e in effetti sanno ben poco di questo PGT, ma quando sanno si spaventano e si indignano».
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Al piazzale Vivanti sono 7.500 o 6.000 i mq. nel nuovo PGT? |
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Il servizio a tutta pagina di domenica 7 agosto sugli effetti del PGT in P.le Vivanti a Mompiano lascerebbe intendere che le proposte dei cittadini sono state accolte attraverso un serrato dialogo fra cittadinanza e Amministrazione. Purtroppo così non è stato sin dall’inizio. Quasi tre anni fa il PD chiedeva un confronto sull’ipotesi della Giunta di due mega-condomini da 10.000 mq. Visto la reticenza del presidente di Circoscrizione Marco Rossi, già nel 2009 i nostri consiglieri raccolsero le firme per obbligare assessori e maggioranza a convocare un’assemblea pubblica alla scuola media Virgilio. Era l’8 febbraio 2010. Di fronte a moltissimi cittadini d’ogni opinione politica - già allora - l’assessore Vilardi promise che non si sarebbero costruite cubature esagerate. Toni concilianti che si ritrovano anche nell’intervista più recente, ma che hanno bisogno di tre precisazioni e una domanda...
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Brescia a impatto zero, per una città ecosostenibile. È la trama della campagna «Brescia vuole respirare» che il Pd, con il gruppo consiliare in Loggia, lancia assieme a una politica ad hoc in dieci punti. Lo slogan campeggia sui manifesti affissi in città in questi giorni e che torneranno con una seconda e terza tranche a settembre. «Brescia vuole respirare, non solo in senso fisico ma per ritornare ad avere un disegno, una direzione», chiarisce Gianluigi Fondra, coordinatore del circolo Nord del partito che ha realizzato il manifesto. Tra le priorità dei democratici, sono una città verde con parchi e giardini che fungano da aree di mitigazione, la creazione di boschi di città, barriere boschive già diffuse nel Nord Europa lungo le grandi arterie di comunicazione, la riqualificazione del patrimonio urbano esistente...per non consumare altro suolo, una politica dei rifiuti che porti al 70% la raccolta differenziata, l'investimento sulla mobilità sostenibile e dolce (piano della mobilità ciclabile, pedonalizzazione di piazza Loggia, piazza Vittoria, corso Zanardelli e via Dieci Giornate) e un piano di bonifica delle zone a forte compromissione. «Non esiste una politica ambientale della città, la Giunta Paroli in questo ambito ha fallito. Per noi invece è un tema forte, non molliamo la presa», attacca il capogruppo in Loggia, Emilio Del Bono.
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Vik e il bresciano qualunque |
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“Forse un po' se l’è cercata”… Parole pronunciate come schegge di granata da chi sta leggendo in prima pagina la morte di Vittorio Arrigoni in un bar di Brescia. Vocaboli branditi da chi sorseggia un caffè macchiato come la sua coscienza. Superfluo il commento sputato ad alta voce affinché tutti possano udirlo vagare fra lecca-lecca e schedine. Costui non può certo immaginare che la frase torna a ronzarmi intorno come una zanzara vorace, impudica, inutile, densa di cattiveria gratuita. Perché l’inconsapevole non tiene per se quel vuoto asfissiante? Perché mi sta ingarbugliando la Pasqua rigettandomi sulla strada fra Gornji Vakuf e Travnik?
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